L’FBI chiude Megavideo e Megaupload e ne arresta il fondatore
Fino a poco tempo fa quando si parlava di streaming si pensava al famosissimo Megavideo, per non parlare dei file che si scaricavano da Megaupload. Da oggi però sembra che la musica sia cambiata, sono già un paio di giorni che i server di Megavideo e Megaupload non sono più raggiungibili, e al oro posto compare una pagina dell’FBI che dichiara il sito chiuso.
Si, è già da molto tempo che L’FBI era in cerca dei fondatori del celebre sito. Il fondatore è stato arrestato e sembra che siano ricercate altre 2 persone che collaboravano con lui. I danni verso i detentori del copyright sono stati davvero tanti in questi anni, sembrano ammontare a più di 500 milioni di dollari. Ovviamente i possessori del sito si difendono, in quanto il portale è stato creato per lo scambio di file troppo grossi per essere scambiato via mail. Ovviamente gli utenti ne hanno subito approfittato per creare una vera e propria rete di materiale protetto da diritti d’autore. Da una parte come si può dargli torto?
Con la crisi degli ultimi anni sono sempre meno le persone che possono permettersi di comprare un Cd musicale o un film o tantomeno acquistare un programma, che spesso ormai ha dei prezzi folli.
A parere nostro un modo per diminuire questi scambi di file sarebbe abbassare i prezzi degli acquisti di tali materiali (in realtà bisognerebbe abbassare i prezzi davvero di tutto!)
Ovviamente i possesori del sito hanno fatto davvero tanti soldi in quanto vendevano non solo pubblicità sulle loro pagine (tra le più cliccate al mondo) ma davano la possibilità di comprare account che permettessero di non avere limitazioni.
Ovviamente gli hacker non si sono fatti aspettare, infatti sembra che abbiano attaccato rendendo irraggiungibili i siti del dipartimento di Giustizia statunitense, della casa discografica Universal, della Recording Industry Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa).
Le alternative a questi siti sicuramente arriveranno, anche se le pene si fanno sempre più pesanti, pensate che adesso le persone arrestate rischiano più di 50 anni di carcere… La domanda è: I signori che hanno chiuso questi siti non hanno mai visto un film in streaming o non hanno mai scaricato una canzone? OVVIAMENTE No
L’offensiva dei pirati. La risposta degli hacker non si è fatta attendere: anunciando su Twitter l’operazione #OpMegaUpload, l’attacco di alcuni individui legati ad Anonymous ha reso irrangiungibili i siti del dipartimento di Giustizia statunitense, della casa discografica Universal, della Recording Industry Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa).
Cos’è Megaupload? Tecnicamente il sito si presenta come un “cyberlocker”, una sorta di magazzino tramite il quale gli utenti possono archiviare file troppo grandi da spedire via e-mail per condividerli in via riservata con altre persone. Un uso del tutto legittimo nel quale si innesta una zona grigia di illegalità, poiché molti caricano file protetti da copyright e poi diffondono il link per scaricarli su forum e blog, mettendo di fatto in piedi un giro di contenuti pirata. Megaupload guadagna vendendo pubblicità sulle sue pagine e facendosi pagare da gli utenti che vogliano scaricare più di un certo numero di file a velocità più elevata.
In un comunicato pubblicato poco prima della chiusura, Megaupload bollava come ridicole le accuse di violazione del copyright, affermando che “la stragrande maggioranza del traffico generato dal sito è legale. Siamo qui per restare”, garantiva Megaupload, aprendo al dialogo con l’industria dell’entertainment che, scrivevano gli autori del messaggio, “vuole avvantaggiarsi della nostra popolarità”.
Di tutt’altro avviso il Dipartimento di Giustizia, secondo il quale Megaupload “ha riprodotto e distribuito illegalmente su larga scala copie illegali di materiale protetto da copyright, tra cui film – anche prima dell’arrivo in sala – musica, programmi televisivi, libri elettronici e software. Le accuse nei confronti degli indagati sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d’autore. Rischiano oltre 50 anni di prigione ciascuno.
via L’Fbi chiude Megaupload e Megavideo offensiva degli hacker contro il governo – Repubblica.it.

è davvero un peccato che siano stati chiusi, sono sicuro che chiunque abbia visto almeno una volta un film in streaming…secondo me tutti tutti… chi vuole intendere intenda